Lo stemma

 

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Parallelamente alla codificazione della struttura e funzionamento dell’Opera, lo Statuto del 1421 realizza anche la “normalizzazione” dello stemma della Fabbrica, che, raffigurato accanto al titolo della rubrica relativa alla sua apposizione, assume la forma di una croce potenziata rossa accantonata dalle cifre gotiche OPSM (Opera Pia Sancte Marie) iscritta in un anello.
Secondo le norme statutarie il signum dev’essere fatto apporre dal Camerario sulle case e gli edifici della Fabbrica per attestare il diritto di proprietà e la sua cancellazione è punita con una pena pecuniaria; fanno eccezione i beni venduti e quelli per i quali esiste una causa pendente, che potranno avere il “marchio” solo dopo la risoluzione della controversia a favore dell’Opera.
Oltre agli edifici, anche altri oggetti di pertinenza della Fabbrica sono contrassegnati dalla sua sigla: arredi sacri, documentazione e quant’altro è stato realizzato a sue spese.

Prima del 1421 altri signa venivano apposti sui beni dell’ Opera: OSM (Opus Sanctae Marie), OFSM (Opus Fabricae Sanctae Mariae); era utilizzato anche il sigillo del Capitolo di Santa Maria di Orvieto con al centro una M sormontata da una stella o con la variante della corona, che ancora oggi fa bella mostra di sé sull’automa in bronzo dell’orologio della Fabbrica, detto di Maurizio.

Il Duomo di Orvieto nelle carte dell’archivio Cartari-Cohelli-Febei

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