Ricollocato ai piedi della Torre di Maurizio il dipinto murale raffigurante il “Cristo Portacroce”. Sapientemente restaurata da Giuseppe Ammendola e Chiara Munzi della Keorestauro, l’opera d’arte, grazie al supporto degli operai dell’Opera del Duomo di Orvieto, è stata ricollocata nell’antica cornice di stucco, anch’essa restaurata e recuperata.

Un intervento iniziato lo scorso mese di agosto con lo smontaggio del dipinto murale e il restauro della cornice in stucco. Il “Cristo Portacroce”, prima di tornare nella sua storica collocazione, è stato trasferito nei sotterranei del Duomo di Orvieto dove i professionisti della Keorestauro hanno allestito il laboratorio di restauro.

“Lo stucco con il quale è composta la cornice – spiegano i restauratori Giuseppe Ammendola e Chiara Munzi – era molto decoeso ed in parte deadeso: è stato consolidato sia superficialmente che in profondità. Tutta la superficie era ricoperta da spessi strati di polvere e da una ridipintura alterata, realizzata durante l’ultimo intervento di restauro. A seguito di pulitura a solvente con tampone per rimuovere le resine acriliche superficiali e impacchi a base di sali di ammonio, è risultato evidente che gran parte dello strato pittorico originario della cornice in stucco presentava strati di scialbi e protettivi alterati in maniera ormai irreversibile. Sulla base della pulitura e dei tasselli fatti, considerando le alterazioni degli strati superficiali della cornice, laddove ancora presenti ed individuate le tonalità degli stucchi, si è proceduto alla reintegrazione pittorica e presentazione estetica con tinte a base calce per velature e patinature con la finalità di equilibrare la superficie”.

Dall’analisi delle superfici è emerso, inoltre, che lo stemma apicale in pietra con la scritta “OPSM” doveva in origine essere dipinto a fondo blu con lettere in oro.

“Il dipinto, strappato dal muro e messo su pannello probabilmente negli anni ’70 del ‘900, – aggiungono i professionisti di Keorestauro – è stato oggetto di un successivo intervento negli anni ’90. Sulla superficie era stato steso uno spesso strato di protettivo lucido che ne alterava la leggibilità. Il restauro ha avuto come obiettivo quello di ridurre quanto più possibile l’interferenza visiva data dal protettivo, alterato e ricoperto da depositi di varia natura, rimuovendolo con appositi gel. Ultimata la pulitura, dopo la revisione delle stuccature preesisenti che in alcuni casi sono state rimosse e rifatte, si è proceduto alla reintegrazione pittorica e all’equilibratura della superficie, con lo scopo di rendere leggibile l’immagine del Cristo”.

Per proteggere il “Cristo Portacroce” è stata, infine, ricollocata di fronte al dipinto murale una lastra di vetro sostenuta dai tasselli che presentano delle antiche decorazioni.

“Questo intervento – spiega il presidente dell’Opera del Duomo di Orvieto, ingegner Andrea Taddei – è stato fortemente voluto dal Consiglio dell’Opera del Duomo di Orvieto non solo nell’intenzione di ridare al dipinto murale raffigurante il “Cristo Portacroce” un aspetto migliore, ma per recuperare una importante opera d’arte religiosa che storicamente accoglie i visitatori che giungono al cospetto del Duomo di Orvieto. Nel ringraziare Giuseppe Ammendola e Chiara Munzi della Keorestauro per il prezioso lavoro svolto, l’Opera del Duomo sta programmando per i prossimi mesi altri importanti interventi di restauro e manutenzione che riguarderanno propio la Torre di Maurizio e il suo automa”.