Quella
della natura giuridica ha rappresentato, per tutte le Opere,
una delle questioni più delicate e dibattute, soprattutto
a partire dalla seconda metà del XIX secolo.
Enti ecclesiastici o istituzioni civili, carattere pubblico
o privato? Questi i termini di un'annosa querelle che
in passato ha visto protagonisti, per motivi specialmente economici
legati al controllo dei beni patrimoniali delle Opere, lo Stato
Italiano e le autorità civili locali e che in termpi
recenti ha trovato una soluzione di compromesso, nel considerare
le Fabbricerie istituti pubblici afferenti ad un tertium genus
civile ed ecclesiastico insieme con una propria disciplina giuridica.
Al fine di salvaguardare la peculiare
vicenda storica delle Fabbricerie, parte di origine ecclesiastica,
parte di origine laica, è prevalsa la tendenza ad attribuire
ai detti Istituti il già richiamato carattere misto,
ribadendone sia le funzioni prettamente amministrative, evidenziate
dai Patti Lateranensi del 1929, sia la natura pubblicistica
stabilita dalla Corte di Cassazione, nel giugno 1948. |
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Il primo Concordato fra Stato
Italiano e Chiesa Cattolica, comprendendo sotto il nome di Fabbricerie
tutte le amministrazioni (opere, fabbriche, cappelle, maramme,
) che provvedono alla gestione dei beni di una chiesa,
nonché alla manutenzione degli edifici, ha individuato
la necessità di nominare i componenti di questi organismi
di concerto con l'autorità ecclesiastica, escludendo
però ogni loro ingerenza negli affari di culto.
Garantita così la non interferenza
tra chiese e fabbricerie, è stata riconosciuta a queste
ultime una natura laicale ed un carattere pubblico, poi confermato
dalla giurisprudenza in materia e da pareri legali; a tutto
questo si dovrà aggiungere il parere recentemente espresso
dal Consiglio di Stato (n.289 del 28 settembre 2000), che ha
considerato privatistica la natura giuridica delle fabbricerie
ed ha escluso per esse la possibilità di assumere la
veste di enti ecclesiastici, concludendo che le stesse (più
precisamente quelle preposte alla tutela, promozione e valorizzazione
delle cose d'interesse storico ed artistico) possono rientrare
nella tipologia degli enti aventi titolo per acquisire la qualifica
di ONLUS (organizzazione non a fini di lucro), stato giuridico
che l'Opera del Duomo di Orvieto ha già acquisito dal
1998. |
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