Tra i
più estesi complessi di pitture murali del '300 italiano,
il ciclo di affreschi della tribuna, divulgando una "teologia
per immagini", celebra la figura di Maria ripercorrendo
la storia della sua vita.
Oltre ai probabili suggerimenti del vescovo del tempo, il colto
Pietro Bohier, molteplici sono le fonti da cui Ugolino di Prete
Ilario trasse ispirazione per le scelte iconografiche: l'Antico
e Nuovo Testamento (in particolare i Vangeli canonici), la patristica
e la dottrina ortodossa della Chiesa (simboleggiata dai personaggi
raffigurati intorno alle finestre tonde della tribuna), ma anche
i Vangeli apocrifi, come quello dello pseudo Melitone, dello
pseudo Matteo ed il proto Vangelo di Giacomo.
Proprio questa letteratura non ortodossa sottolinea la funzione
di Maria nel contesto della salvezza umana, considerando gli
episodi della sua vita nella più ampia prospettiva cristologica
e identificando la Vergine, sposa in cui Dio si è incarnato,
con la Chiesa.
Raffigurare l'Incoronazione di Maria
significa quindi celebrare la sovranità della Chiesa,
scopo a cui sembra rispondere l'articolazione del programma
pittorico dell'abside. |
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La biografia della Vergine,
sviluppandosi per singole scene nei diversi registri delle pareti,
raggiunge il suo acme nella vela est della volta a crociera,
con la rappresentazione di Maria Incoronata regina del cielo,
secondo uno schema poi ripreso nel ciclo
musivo della facciata.
L'abilità pittorica di Ugolino
di Prete Ilario "ricompone la scioltezza narrativa dei
registri inferiori [
] con le immagini maestose e ieratiche
" (A. Paolucci) delle vele. Caposcuola della pittura orvietana
del tempo e precursore della maniera tardogotica, egli realizza
un racconto vivace e ricco di dettagli dai colori chiari e luminosi
ottenuto rivisitando con un naturalismo espressivo e a volte
patetico la tradizione figurativa senese (Ambrogio e Pietro
Lorenzetti, da cui riprende il senso dello spazio e scenografia
degli edifici urbani, Lippo Vanni, da cui deriva il gusto del
particolare ambientale, Luca di Tommè, il cui stile è
richiamato nel modellato morbido e nelle "cadenze grafiche"),
ispirandosi invece al gotico settentrionale nella marcata definizione
dei contorni, utilizzati soprattutto per le grandi e solenni
figure delle volte e dei lunettoni. |
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