Presentandosi
come una grande "cavità avvolgente, modellata e
ombrosa" (R. Bonelli) articolata su più piani prospettici,
l'interno del Duomo sviluppa pienamente il motivo dell'unità
spaziale, architettonica e visiva tipica delle grandi chiese
dell'Italia centrale e settentrionale dei secoli XIII e XIV.
Scandito in tre navate suddivise da dieci colonne cilindriche
e da due pilastri ottagoni, lo spazio interno è unificato
da sei grandi campate e, attraverso ampie e slanciate arcate
a tutto sesto, si dilata lateralmente nelle navate esterne;
queste, strette, poco slanciate e completamente visibili, sono
assorbite dal vano centrale, cui fanno da sfondo.
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Nelle pareti perimetrali il
motivo delle cappelle semicilindriche e delle bifore crea un
effetto di approfondimento spaziale, allontanando il muro e
rompendone la rigidità.
Il tetto a capriate dipinte, con la sua leggerezza e la sua
penombra indefinita solcata dalla luce, rappresenta la copertura
ideale del corpo anteriore della chiesa.
Originale è la soluzione del transetto
continuo con tre volte a crociera della stessa altezza; vera
e propria nave trasversa, autonoma rispetto al corpo longitudinale
(da cui è separato tramite un arco trionfale), il transetto,
non avendo braccia sporgenti, è contenuto nel rettangolo
delle navate a costituire un fondale ombroso che precede la
tribuna quadrata. |
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