Enorme
frontespizio proteso verso il cielo, la facciata del Duomo,
vero volto del monumento, rappresenta il lucente e scenografico
fondale della città.
Eseguita sulla base di un disegno tricuspidale,
ancora oggi conservato al Museo
dell'Opera, la facciata è articolata da uno schema
compositivo piuttosto semplice in cui il verticalismo dei quattro
pilastri a fascio, coronati da guglie alla sommità, è
equilibrato dalle linee orizzontali costituite dal basamento,
dalle cornici e, in particolare, dal loggiato ad archi trilobi,
che divide in due parti la facciata. Sintetizzando valori architettonici,
plastici e figurativi, la fronte della cattedrale è caratterizzata
da autonomia e chiarezza strutturale.
Il risultato è quello di una parete tripartita, spesso
paragonata ad un dossale gotico, in cui è ripetuto per
tre volte un unico motivo geometrico: quello del portale inquadrato
dai pilastri e sormontato in basso dalla ghimberga e dalla loggia,
in alto dalla cuspide, mentre al centro campeggia il rosone
nella sua cornice quadrata.
Del tutto originale è la soluzione
della struttura piana intesa come uno schermo destinato ad accogliere
le decorazioni musive e scultoree
che creano un effetto di superficie , anziché di articolazione
plastica.
La parte inferiore della facciata, animata da un senso di orizzontalità,
è impostata su uno zoccolo mosso, ondulato che raccorda
perfettamente i bassorilievi dei pilastri
ed i portali strombati.
Nella zona superiore la parete si riduce di spessore, si innalza
e si arretra approfondendo lo spazio.
Fino al loggiato la fronte del Duomo è fortemente caratterizzata
dalle concezioni artistiche medioevali; secondo la storiografia
più recente l'esecuzione sarebbe |
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da collocare tra la fine del
XIII e il primo decennio del XIV sec. Probabilmente contemporanea
al corpo di fabbrica dell'edificio, la facciata sarebbe stata
iniziata da uno sconosciuto maestro e proseguita da Lorenzo
Maitani, che, introducendo
una delle correnti stilistiche del goticismo, conferì
un senso lineare e pittorico alla facciata, ruppe l'unità
decorativa tra questa ed i fianchi dell'edificio
e modificò il precedente progetto
monocuspidale.
Dopo la morte dell'architetto senese i
lavori proseguirono con un ritmo più lento: eseguito
il rosone (1354-1380), si procedette
alla costruzione delle nicchie laterali intorno ad esso e delle
cuspidi minori (1373-85). La parte superiore della fronte risentì,
soprattutto per i particolari del coronamento, del gusto quattrocentesco
e dei modi manieristici del '500; varie furono le mofiche apportate
al disegno durante l'esecuzione, come ad esempio l'aggiunta
dell'ordine di edicole con statue sopra al
rosone (1451-55) e l'inserimento delle loggette a tabernacolo
nelle guglie laterali.
All'inizio del XVI sec. restavano da innalzare la cuspide centrale,
lavoro avviato da Michele Sanmicheli nel 1513 ed ultimato nel
1532, e le guglie: quella alta di sinistra, realizzata a partire
dal 1505 ed ultimata, da Ippolito Scalza, nel 1569; quella alta
di destra, a partire dal 1516 e completata, da Antonio da Sangallo
il Giovane, nel 1543. Terminerà la facciata Ippolito
Scalza con la costruzione delle ultime guglie (1571-91).
A partire dalla fine del '700 la fronte
della cattedrale subì importanti interventi di restauro
che, inizialmente diretti dall'architetto Giuseppe Valadier
- guglia alta di destra, due statue degli Apostoli nelle
nicchie sotto il frontespizio, il mosaico di S. Gregorio intorno
al rosone, l'Agnus Dei in bronzo (1796-1806)-, continuarono
per tutto il secolo successivo. |
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