La piazza
del Duomo è un organismo architettonico complesso, la
cui precisazione ha seguito le vicende costruttive della cattedrale.
L'attuale definizione è il risultato, tranne qualche
intervento minore realizzato alla fine dell'Ottocento-primi
del Novecento, di un'operazione di "riquadratura
"
stabilita, forse su una precedente indicazione di Antonio da
Sangallo il giovane, nella metà del XVI secolo, con la
realizzazione di un'area di rispetto tutto intorno al Duomo
ormai in via di ultimazione.
In particolare, l'Opera decise l'ampliamento della piazza di
fronte alla facciata, allineandone il perimetro con il sedile
in pietra, ancora oggi esistente, alla base del Palazzo della
Fabbrica e di quello adiacente della famiglia Palazzi. Sul lato
sud il limite della piazza era stato |
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stabilito fin dal 1297, con
la costruzione del Palazzo Soliano o di Bonifacio VIII e sul
lato opposto, a nord, un'area di rispetto di uguali dimensioni
era stata realizzata, ai primi del XV secolo, con la demolizione
delle residenze dei canonici, ai quali vennero consegnate, in
una sorta di comodato, le casette, dette appunto dei canonici,
che delimitano la piazza verso nord.
Tale opera di ampliamento e di livellamento
è dovuta ad impegnativi lavori di demolizione e di terrazzamento,
come ben visibile dal dislivello esistente tra la piazza e la
via delle scalette, che delimita la piazza verso nord, documentati
già nel XIV secolo. L'area della piazza è, inoltre,
delimitata dall'orologio della Fabbrica,
detto di Maurizio, orologio posto all'ingresso della piazza/cantiere
del Duomo. |
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