Miracolo
d'arte sorto per custodire un Miracolo di fede, il Duomo di
Orvieto, secondo un'antichissima tradizione, fu edificato "dal
cuore religioso, l'animo fermo [
] di una piccola popolazione"
(L. Fumi) per celebrare un evento fondamentale per tutta la
Cristianità: durante la Messa miracolosa di Bolsena,
come narra una sacra rappresentazione, presumibilmente della
prima metà del XIV sec, "accadè miracolo
che sopra del Corporale l'ostia diventò vermiglia et
fecesi carne e sangue".
Secondo la stessa sacra rappresentazione e la tradizione popolare
da essa scaturita, nell'estate del 1263 un prete dell'Alta Magna,
tormentato dal dubbio circa l'effettiva presenza del corpo e
del sangue di Cristo nell'ostia consacrata, si recò in
pellegrinaggio a Roma per espiare la sua incredulità
e rafforzare la sua fede. Fermatosi a Bolsena sulla via del
ritorno, chiese di poter celebrare la messa sull'altare di S.
Cristina; al momento della consacrazione, dopo aver implorato
il Signore di dissolvere i suoi dubbi, vide stillare dall'ostia
spezzata delle gocce di sangue che bagnarono il Corporale (il
panno di lino usato nelle funzioni per appoggiare e poi ricoprire
gli elementi consacrati).
Appresa la notizia del prodigio, il papa,
residente sulla rupe dal 1262, inviò il vescovo di Orvieto
a prendere il sacro lino. La reliquia fu portata ad Orvieto,
dove fu accolta, sul ponte di Rio Chiaro, da una solenne processione |
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di prelati, clero e popolo
guidata dal pontefice, che, inginocchiatosi, lo adorò
e, dopo averlo mostrato ai fedeli, lo ripose nella cattedrale
di S. Maria Prisca.
Affidato a S. Tommaso d'Aquino l'incarico di comporre l'Ufficio
del Corpus Domini, l'11 agosto 1264 il papa promulgò
la bolla Transiturus, che segnò l'istituzione
di questa festività nell'ecumene cristiano.
La cattedrale allora esistente parve alla
cittadinanza orvietana vecchia, cadente ed indegna di custodire
la reliquia, segno prezioso della presenza divina; si cominciarono
dunque a raccogliere offerte per edificare una nuova chiesa
che avrebbe superato tutte le altre in splendore e magnificenza.
Per secoli il tradizionale legame tra il Duomo e il Miracolo
di Bolsena ha continuato a sopravvivere nella devozione cittadina,
condiviso anche da storici e studiosi come Luigi Fumi. Papa
Giovanni Paolo II ha recentemente cercato di far chiarezza su
questa "leggenda" affermando, nell'omelia pronunciata
dal Duomo di Orvieto il 17 giugno 1990, giorno del Corpus Domini,
che: "anche se la sua costruzione [del Duomo] non è
collegata direttamente alla solennità del Corpus Domini,
istituita dal papa Urbano IV con la Bolla Transiturus,
nel 1264, né al miracolo avvenuto a Bolsena l'anno precedente,
è però indubbio che il mistero eucaristico è
qui potentemente evocato dal corporale di Bolsena, per il quale
venne appositamente fabbricata la cappella, che ora lo custodisce
gelosamente". |
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