Sebbene
indirettamente, un archivio dell'Opera del Duomo di Orvieto
si può far risalire al 1300, quando si stabilisce che
il notaio avrebbe dovuto redigere tre copie dei libri contabili
della Fabbrica.
Una volta istituito, l'Archivio dell'Opera del Duomo si ampliò
inevitabilmente nel corso dei secoli fino a diventare, oggi,
un contenitore di materiale eterogeneo, avendo aggiunto, alla
documentazione specifica sul Duomo, altri fondi documentari,
non direttamente collegati alla storia del Duomo e provenienti
da archivi o biblioteche private: La Biblioteca Alberi, l'Archivio-Biblioteca
Cartari-Piccolomini-Febei e l'Archivio-Biblioteca dell'Accademia
la "Nuova Fenice", sono le punte emergenti dell'iceberg
che è la documentazione 'marginale' dell'Archivio dell'Opera
del Duomo.
La documentazione che riguarda direttamente
il Duomo è compresa nel fondo, recentemente denominato,
"Contabilità" e consiste in una raccolta di
registri cartacei rilegati in pergamena contenenti, per la maggioranza,
le registrazioni giornaliere, settimanali e mensili dei movimenti
finanziari dell'Opera. E' però non del tutto corretto
credere che dietro questi "movimenti contabili" si
trovino delle semplici annotazioni finanziarie. Data l'enorme
importanza assunta dall'Opera del Duomo, fin dall'origine, nella
città, i suoi interessi sono ramificati in ogni aspetto
della vita cittadina. Le sue proprietà, ottenute grazie
a lasciti testamentari e donazioni, si |
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estendevano sia in città
sia nel territorio, e quello che può essere indicato,
in un modo forse irriverente, "il movimento d'affari"
di questa grande azienda era secondo soltanto al bilancio del
Comune, anche se, in alcuni periodi, lo stesso Comune era costretto
a ricorrere all'Opera per avere dei prestiti, di difficile restituzione.
L'intero fondo di "Entrata/Uscita"
è suddiviso con denominazioni che scandiscono le trasformazioni
avute nell'organizzazione dell'Opera. In ordine cronologico
si hanno i registri dei Camerari (1321-1647), dei Cassieri (1551-1767),
ai quali fanno da corredo il Giornale "dove giornalmente
s'habia da scrivare tutte le faccede et acti che li passeranno
per le mani et intrata et uscita" e il "Quinternuccio
longo" nel quale "se habi da notare et scrivere
tutto il minuto et cose straordinarie"; tutte le annotazioni
confluiscono, infine, nel Libro Grosso. La parte più
recente della documentazione è denominata Rendiconti
amministrativi ed arriva fino ai nostri giorni. A questo fondo,
prettamente contabile, fanno da corredo, in quantità
notevolmente ridotta, la serie delle Riformanze (1373-1866)
e dei Memoriali (1356-1796) ed una serie di Donazioni, Instrumentari,
Testamenti (1323-1914); una nutrita serie di Lettere originali
(1549-1866).
Recentemente l'Archivio è stato munito di un inventario.
La consultazione dell'archivio avviene previa presentazione
di una domanda e su prenotazione. |
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